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AKEL condanna la politica interventista e militarista dell’Unione Europea

 

Dichiarazione di Costas Christodoulides, responsabile del Dipartimento di Affari Internazionali ed Europei di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore)

21 gennaio 2015, Nicosia

EU soldier armyIl 19 gennaio il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’UE ha discusso in merito alle relazioni dell’UE con la Federazione Russa e in particolare per quanto riguarda le sanzioni contro quest’ultima. Da ciò che è stato pubblicato non è stata espressa la volontà di abolire le sanzioni contro la Russia. Tuttavia, diversi paesi hanno sollevato dubbi sulle misure, che in sostanza sono imposte da paesi con interessi in competizione con quelli della Russia e da quelli che insistono ciecamente per l’attuazione della politica NATO di completa rottura, allo scopo di servire le loro scelte strategiche e controllare la regione dell’ex Unione Sovietica.

Ci chiediamo quale sia stata la posizione espressa dal nostro governo e se siano tratte lezioni dai risultati della politica estera che esso sta perseguendo. Il governo si accontenta forse di nascondersi dietro le posizioni di altri paesi e la politica estera seguita dall’Unione? Inoltre, ci poniamo la domanda: chi difenderà gli interessi del popolo cipriota?
In aggiunta, nel corso della riunione, sono state approvate missioni militari e di altro tipo nel Mali e nella Repubblica Centrafricana in seguito a precedenti decisioni. Nel momento in cui la crisi sta causando gravi danni alle popolazioni e ai lavoratori, l’UE continua le sue missioni all’estero, i cui costi finanziari potrebbero contribuire ad alleviare la crisi. Inoltre, questa politica interventista e la militarizzazione delle relazioni internazionali sono pericolose per la causa della pace, ed anche per la possibilità dei popoli di decidere in modo sovrano il proprio destino e i propri affari. Ciò è sempre accompagnato dalle abituali richieste di privatizzazioni a beneficio delle multinazionali europee e straniere. Nello stesso tempo in cui sono in corso tali sviluppi, il governo turco continua, senza subire alcuna conseguenza, a violare la sovranità della Repubblica di Cipro, senza che il Consiglio Europeo manifesti alcuna particolare preoccupazione.

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